Osteopatia

 

Un pò di storia.

Il termine osteopatia fu coniato nel 1874 dal medico americano Andrew Taylor Still. Per Still l'osso era solamente il punto di partenza delle condizioni patologiche e quindi della sofferenza: "I reasoned that the bone "Osteon" was the starting point from which i was to ascertain the cause of pathological conditions, so i combined the "Osteon" with "Pathy" and had as a result "Osteopathy" (1) ma egli stesso poi definì la parola osteopatia un errore ("You wonder what Osteopathy is, you look in the medical dictionary and find its definition "Bone disease" (1)) in quanto molti credono che l'osteopatia coinvolga soltanto le ossa, ma in realtà l'osteopata lavora su tutte le strutture del corpo (articolazioni, visceri, muscoli, tessuto connettivo etc.).

Come arriva in Europa e in Italia?

John Martin Littlejohn (uno studente di A.T. Still) nel 1917 fonda a Londra la British School of Osteopathy. Nel 1951 Paul Geny inaugura la prima scuola di osteopatia in Francia. Finalmente nel 1981 Alain Bernard (un' osteopata francese) la introduce in Italia, dove nel 1983 Eddy Deforest organizza il primo corso di osteopatia.

Cos'è l'osteopatia?

L'osteopatia è un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, ect..) non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia, ma attraverso manipolazioni e manovre specifiche si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali).

L ’osteopatia considera il sintomo un campanello di allarme e mira all’ individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso, a differenza della medicina allopatica che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo.

Gli obiettivi dell' osteopata sono ristabilire la mobilità e la motilità (articolare,fasciale, viscerale, etc) laddove esse siano state compromesse; migliorare l’apporto sanguigno e il ritorno venoso e linfatico per ottimizzare l’ossigenazione e la nutrizione cellulare; normalizzare l’interazione del sistema nervoso centrale e periferico con il sistema immunitario, endocrino e muscolo-scheletrico; bilanciare e coordinare il sistema dei 6 diaframmi e il loro ritmo (il diaframma plantare, pelvico, toraco-addominale, toracico superiore, ioideo e il tentorium cerebri).

Puoi leggere un ulteriore approfondimento sull' articolo Osteopata o Fisioterapista?

Referenze.

(1) Still, A.T. (1996): Autobiography of A.T. Still, 4th Edition. Indianapolis: American Academy of Osteopathy.

 

 

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